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L'ANSIA DA FOGLIO BIANCO

Il mio primo post di questo nostro Blog è dedicato proprio al Blog.

Già, perché quando in agenzia s’è legiferato in merito, c’è stata una sollevazione popolare.

Ma cosa racconto? Alla gente cosa gliene frega? Io non so scrivere! Io c’ho l’ansia da foglio bianco...

Il punto, quindi, è COSA dire e COME dirlo. Chi scrive (sì, io), che di mestiere fa la copy*, di contenuti e stili narrativi ne mastica cotidie. Eh? No, scusate, mi son fatta prendere la mano. Dicevo: per noi copy, il foglio bianco non solo non è ansiogeno, ma assurge a sfida stupenda; è uno spazio vuoto tutto da riempire, scegliendo sostantivi e verbi, dosando aggettivi e avverbi, ritmando con virgole, punti, punti e virgola, parente (chiusa). Insomma, una storia.

Gli stili della narrazione possono essere i più diversi, e li vedremo assieme. Le storie, ancor di più: il grafico che legge di grafica; l’account vino che s’iscrive a un corso di sommelier; il direttore creativo che legge tutta la vita in modo, appunto, creativo; l’account-mamma che vive in affanno ma è felice lo stesso; il photoeditor che sceglie i colori per casa sua; la social media manager che, la domenica, spegne tutti i device, pure la tele.

Buona lettura, amici. Ne vedrete/mo delle belle!
(tanto il foglio bianco lo faranno riempire tutto a me)

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* Etimologia? La mia bibbia Treccani recita così.

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