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OGGETTI DEL GRAFICO DEMODé #7

Scelte di carattere.

Complesso di qualità e attitudini psicologiche che costituiscono la personalità di un individuo. Questa è la definizione di “carattere”.

Per me che sono un grafico il carattere è quello che oggi viene chiamato font.
Comunque la definizione ha perfettamente senso, visto che scegliere una font per un marchio o per una pubblicazione è un po’ come determinare la personalità che il prodotto finale deve avere.
Le font cambiano il modo in cui percepiamo ciò che leggiamo. Quando viene utilizzata una font non adatta, la possibilità che venga passato un messaggio errato è molto elevata. Infatti l’aspetto delle lettere può influenzare la nostra percezione della verità anche se non ne siamo consapevoli.

L’uso di font rotondi viene percepito come più amichevole; i font bastoni danno dimostrazione di freddezza, solidità e tendenzialmente hanno un aspetto moderno e innovativo; i font graziati hanno invece un’aria di classicità e serietà.

Per esempio la campagna politica di Obama scritta in Gotham avrebbe avuto lo stesso impatto se avesse usato un’altra font? Il Gotham creato da un certo Tobias Frere-James nel 2000, è diventato simbolo di onestà e, dopo la vittoria, anche di successo. È una font semplice, priva di grazie ed è caratterizzata da lettere solide e dure. Chiaramente nel caso di Obama serviva una font che fosse in grado di esprimere sicurezza e chiarezza. Immaginate che differenza se avesse usato un Comic Sans!

Eppure dopo di lui qualcuno lo ha fatto. Nella campagna elettorale di quest’anno Trump ha usato Comics Sans, il font universalmente deriso da tutti i grafici. Ha usato anche Times New Roman, Akzidenz Grotesk Extendend, Meta, Montserrat, Tiny Hand, Officina, Trade Gothic, Unit Slab, Spiegel. Tutti insieme.

Ecco, diciamo che se il carattere rappresenta la personalità di un individuo o di un prodotto usarne tanti e tutti assieme crea un po’ di confusione e il messaggio che si vuole esprimere non risulta essere molto coerente.

Il designer Daniel Will-Harris ha detto: “Non ci sono font belli o brutti. Esistono solo font adeguati o inadeguati a un progetto”. Non bisogna mai dare valutazioni personali su un font, perché il fatto che non piaccia non significa che non funzioni.
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Io per scegliere una font utilizzavo il catalogo della Letraset, ma se ti piace l’argomento, questo è un bel libro per approfondire.

Sei proprio il mio typo. La vita segreta delle font.
Di Simon Garfield.
Parla delle migliori font o di quelle più famose attraverso il racconto della loro storia, con un sacco di curiosità.

#Rapidograph#Schoeller#Letraset#tipometro#reprocamera#lentino#CowGum#demodé

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