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UNO SPETTRO SI AGGIRA PER I SOCIAL

Meno di un anno prima di lasciarci, Umberto Eco scatenava feroci discussioni sostenendo che
«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».  

Personalmente, dopo anni di onesta quanto assidua frequentazione dei social, ho considerato questa affermazione né più né meno come un autorevole riconoscimento di un evidente dato di fatto. Piaccia o no, gli imbecilli sono tantissimi (nessuna novità) e ora sono anche sul web (novità).
La pregevole definizione, di cui non ricordo l'autore, di "webeti" non nasce a caso, se ne sentiva proprio il bisogno.

A chi ancora dovessero servire prove pesanti sulla presenza nei social media delle "legioni di imbecilli" denunciate da Eco, suggerisco la lettura (la più appassionante della mie vacanze natalizie) di "Mamme vegane contro l'invidia", che potete acquistare qui per la modicissima cifra di 0,99 euro. E vi garantisco che mai un euro fu speso meglio. Di cosa si tratta? Dell'incredibile storia, con tanto di colpo di scena finale, dell'intrusione di un blogger nelle viscere di un gruppo Facebook del quale una mente sana non riuscirebbe nemmeno a ipotizzare l'esistenza.
È una lettura capace di squassare dalle risate e di gelare il sangue nelle vene al contempo, perché di questo è capace l'imbecillità umana elevata alla massima potenza.

Non siete ancora convinti? Eccovi allora l'incipit di questo straordinario documento di vita (ahimè) vera:
            «La prima domanda spontanea potrebbe essere: ma invidia de che? Anche se, a essere sincero, a una prima lettura veloce, mi sembrò di leggere "indivia", la scarola. Già pensavo di essere magari incappato in una qualche frangia estremista della popolazione vegana. E invece no. È proprio INVIDIA, uno dei sette peccati capitali. Benissimo.
            Tutto ebbe inizio il 24 marzo. In posta privata, una ragazza mi inviò uno screenshot di un gruppo segreto su Facebook che mi fece grondare di bava la bocca.»

Premesso che il blogger non è né mio parente né amico e che io non godo di royalties sulla vendita del libello elettronico, ora non avete voglia di sapere tutto?

 

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