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NOSTALGIA, NOSTALGIA CANAGLIA

Nelle agenzie di comunicazione il futuro dovrebbe essere una missione.
Dovremmo proporre cose nuove: nuove idee, nuove tecnologie, nuovi social e nuovi trend.
Ma poi dobbiamo fare i conti con il mercato in cui queste idee/tecnologie/social e trend si vanno a inserire. Il mercato oggi, nel 2017, non è proiettato al futuro. E noi dobbiamo tenerne conto perché la prima regola della comunicazione esordisce con “dato un target…”.
Allora ora vi spiego cosa vuole il target di oggi.

LUI è tornato!
La notizia è sulla bocca di tutti.
Ebbene sì: il Nokia 3310 è di nuovo tra noi. E con lui tornano la tipica suoneria dei Nokia, Snake, la tastiera non touch e una batteria super resistente. Costa poco, non serve a niente (a meno che ascoltare Snake non vi migliori la giornata), ma tutti lo vogliono.

Questo lancio (qui il video di presentazione) mi ha fatto riflettere sul concetto di nostalgia.
Di che cosa abbiamo nostalgia?
Di un mondo che non c’è più e di una sicurezza (economica, politica, sociale) che crediamo di aver perduto e in cui vorremmo poterci cullare per sempre.
Ed ecco allora “WE WILL MAKE AMERICA GREAT AGAIN!”.
E ancora: un nuovo Bridget Jones, un nuovo Zoolander, un nuovo Independence Day, un nuovo Mad Max e pure Star Wars.
Per non parlare dell’attesa del nuovo Blade Runner e di una nuova stagione di Twin Peaks.
Si è arreso anche Netflix, con la nuova stagione di Una mamma per amica di cui, è ora di dircelo, potevamo fare ampiamente a meno.

La vera notizia è che anche l’industria della tecnologia e della comunicazione si è fatta contagiare dalla nostalgia. Questo però è un controsenso, perché la tecnologia ce l’ha scritta nel DNA la parola futuro. Vi ricordate Steve Jobs qualche anno fa?

Ha iniziato Nintendo con il NES Classic Mini, operazione-nostalgia per eccellenza. A un prezzo più che onesto, Nintendo ha offerto a tutti i nati negli anni ’80 un’opportunità unica: giocare di nuovo con i titoli con cui erano cresciuti, usando una console praticamente uguale, solo molto più piccola.
È stato un successo: tutto esaurito ancora prima che il prodotto arrivasse in negozio.

Incuriosita, allora, ho investigato sui prezzi di mercato dei cellulari “vintage” e ho scoperto che il Nokia 3310 costa il doppio rispetto ai suoi concorrenti (Alcatel o il Nokia 105 costano circa 25 euro contro i 50 del 3310. Il doppio, insomma).
Ma il prezzo raddoppiato per il 3310 ha senso perché, nel pacchetto, Nokia vende anche una cosa difficilmente quotabile: la nostra nostalgia.
Non è il telefono in sé, ma quello che rappresenta: il nostro passato, fatto di partite a Snake e squilli (li ricordate gli squilli?) per non esaurire il credito.

La domanda più ricorrente sui blog è: «Ma ha WhatsApp?».
Quindi vogliamo il passato con gli agi del presente.
Ma il futuro? Vogliamo essere davvero ricordati come la generazione che, invece di impegnarsi per desiderare, inventare e comprare prodotti per cui gli adolescenti di oggi proveranno nostalgia fra vent'anni, si impegna per resuscitare tecnologia arcaica?

La risposta è SÌ.
Compreremo tutti il Nokia 3310 e giocheremo a Snake guardando La La Land, mangiando un Winner Taco nell’attesa di vedere il prossimo film dei Power Rangers.

#StayCool

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