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E MO E MO E MO… MOPLEN

Quando il brand arrivava dopo 2 minuti di spot.

Bene, è il mio turno e, come avrete capito, né io né Paolo siamo come si suol dire “di primo pelo”. Ho nel cassetto un paio di cosette moderne ma per la prima uscita mi voglio divertire a rispondere sullo stesso antico terreno.

C’era un tempo in cui gli spot si chiamavano Carosello, erano dei veri e propri film e noi bambini andavamo a letto, appunto, dopo questa carrellata di sketch che ci intratteneva per 15 minuti circa.

Un tempo in cui il brand era una marca che si faceva pubblicità e che non aveva l’ansia di essere presente ovunque.

Un tempo in cui lo storytelling non esisteva come parola ma esisteva nella sostanza, perché appunto ognuno di questi spot era un racconto, una vera e propria piccola storia, anzi un breve film.

Un tempo in cui la TV era in bianco e nero ma nella tua testa vedevi tutto a colori.

Provate ad annoiarvi con lo spot di Moplen interpretato da Gino Bramieri (Chi? Ma è quello della via vicino ad Itaca? Ma di che anni stiamo parlando? Pleistocene? Sento già i commenti dei giovani d’agenzia che forse nascevano che il povero Bramieri era già bell'e che stecchito…) e noterete anche inaspettati segni di civiltà e modernità, a partire da Gino che fa l’uomo di casa mentre la moglie, architetto, è a lavorare.

E dopo la gag, ecco che lo spot (ma dovrei dire il Carosello) – dopo ben 1 minuto e 50 secondi! – si trasforma in una telepromozione di Moplen, una nuova materia plastica colorata nata dalla scoperta di un  polimero brevettato nel 1954 dal nostro Giulio Natta: scoperta per la quale, 9 anni dopo, Natta vincerà addirittura il Nobel per la Chimica assieme al compagno di ricerche Karl Ziegler. #sapevatelo

Moplen è un brand che, in breve, diventa sinonimo di plastica in senso lato e che entra in tutte le case degli italiani a colorare bagni e cucine. Io per esempio, nella casa di campagna in cui passavo 3 mesi con la nonna, avevo una vasca verde altissima in cui venivo strigliata tutte le sere e in cui venivo richiamata dall’urlo “Simoooona a’ nonna! Più leggero è il tuo mastello, con Moplen lavarsi è bello!”

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