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MATTI DA LEGARE!

È un’alterazione creativa temporanea, divertente, che avviene nel momento in cui, a noi grafici, ci tocca scegliere il tipo di (ri)legatura di un progetto.
La rilegatura non solo unisce un numero variabile di pagine ma è una tecnica di confezionamento che può applicarsi a un semplice volantino oppure, in forma più o meno elaborata e creativa, a libri, cataloghi o brochure e che ne garantisce la durevolezza nel tempo e la fruibilità.
Capire come rilegare un progetto è quindi molto importante: si va dal punto metallico alla spirale, dalla brossura fresata e/o filo refe al punto Singer, dalla bodoniana alla 180 gradi, fino ad altre più artistiche, come la legatura giapponese oppure a incollatura al vivo e dorso a vista.

Vediamo sinteticamente di cosa sto parlando.

1_Il punto metallico
Pratico e veloce, si realizza sovrapponendo alla copertina dei fogli stampati fronte/retro e applicando sulla piegatura due graffette. È adatto a pubblicazioni di poche pagine.

2_La brossura fresata
È la tecnica più utilizzata per rilegare i libri. Si realizza incollando sul dorso dei fogli una copertina di cartoncino. Prima dell’incollaggio, i quartini, ottavini, sedicesimi, trentaduesimi vengono tagliati con la fresa sul lato della piega. Questa lavorazione ne rende il dorso più irregolare e consente alla colla di penetrare meglio e quindi di resistere più a lungo.

3_La brossura filo refe
È un metodo di rilegatura più avanzato rispetto al precedente: è particolarmente indicato per oggetti durevoli e in cui la qualità del prodotto finito debba essere particolarmente apprezzata. Si differenzia dalla fresata perché, prima dell’incollaggio, i fogli vengono cuciti tra loro con un filo di cotone, canapa, lino o materiale sintetico. La cucitura garantisce una migliore tenuta nel tempo e una maggiore resistenza all’usura.
Ultimamente, per sfruttare al massimo l’effetto cromatico della carta, si usa anche lasciare l’incollatura al vivo, ovvero con il filo refe a vista sul dorso.

4_La bodoniana
Tecnica utilizzata per la prima volta dal tipografo settecentesco Giambattista Bodoni per proteggere con un cartone i volumi appena stampati.
Questa rilegatura unisce copertina, dorso e retrocopertina attraverso i risguardi nella parte interna, e con la garza sul dorso. In pratica, coperta e retrocoperta sono composte da due piatti accoppiati, rimboccati o tagliati al vivo. Al blocco libro, confezionato in brossura, fresata o filo refe, vengono aggiunti i risguardi e incollata nel dorso la tela di tenuta, che può essere dei colori più svariati. Questo tipo di confezione è spesso usato per la produzione di copertine pregiate rivestite in pelle, a volte interamente a mano per le versioni più pregiate.

5_Il punto Singer
È l’alternativa più chic al punto metallico. Si tratta di una cucitura con macchina tessile sul dorso o al lato del dorso in grado di racchiudere tutti i fogli. La cucitura può essere con fili di differenti colori per consentire la massima personalizzazione della confezione.

6_Gloo e 180 gradi
La colla Gloo, particolarmente elastica, consente la massima personalizzazione in fase di rilegatura (si possono usare glitter, inchiostri, stoffe, nastri…) con qualsiasi carta e con qualsiasi altezza del dorso, garantendo un’ottima tenuta e un’ottima resa.
Questa rilegatura consente un’apertura a 180° evitando la classica piegatura centrale di immagini, testi ed elementi grafici. Permette inoltre di staccare singole pagine senza danneggiare la tenuta del dorso. Si usa spesso per agende e calendari o semplici taccuini.

Ebbene sì, quando pensiamo al confezionamento di un progetto, possiamo sfogarci e sbizzarrirci come vogliamo perché un progetto di carta con una rilegatura ad hoc è come un oggetto di design: bello e fruibile.

Se l’argomento v’appassiona quanto me e volete conoscere altre tecniche di rilegatura, cliccate qui.

 

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