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PORTRAIT OF BERLIN

Ogni tanto cerco di regalarmi un viaggio di pochi giorni, fuori dall’Italia. Mi piace passare del tempo in una città che non conosco, osservare le persone, le piazze, le strade, i negozi. Ci sono cose che sono uguali in tutte le città, e un po’ mi dispiace. Vedere le stesse catene commerciali per esempio. Allora cerco delle differenze, negli abiti esposti in vetrina, nei layout interni. A volte le trovo, a volte no.

Lo scorso mese di giugno sono stata a Berlino, che mi ha colpito per gli spazi enormi, le strade ampie e il verde. Lo spazio che ho vissuto, non è grande solo in orizzontale, per la visuale che, da ogni angolo, è ampia (non ho visto dei vicoli, per esempio, ma magari ci sono), ma anche in verticale. Mi è sembrato che il cielo faccia parte delle città, s’insinui tra i palazzi, entri nelle piazze, stia tra le persone.

Tra le cose diverse che ho incontrato c’è stata una campagna pubblicitaria del KaDeVe (una specie di Rinascente, a quanto ho capito): Portrait of Berlin, appunto. Poteva essere uguale alle campagne di tante altre città e invece era diversa, perché i protagonisti erano gli abitanti di Berlino. Naturalmente consumatori, quindi omologabili, ma qui distinti l’uno dall’altro. 
La campagna è stata ideata dal fotografo britannico Rankin, che sul set ha convocato proprio loro, i berlinesi. Persone diverse per età, sesso, estrazione sociale. Le ha ritratte cogliendone il carattere, i tratti distintivi, la fisicità, le espressioni del viso. Alla fine di maggio si sono ritrovate di nuovo tutte insieme per l’inaugurazione della Galleria in cui i loro ritratti sono stati esposti, sino alla fine di giugno: 110 metri di esposizione per 70 ritratti unici, diversi. Ora sul sito del progetto si possono vedere le foto dell’Evento, in cui i protagonisti degli scatti sono fotografati vicino al loro ritratto esposto. Come una replica continua.


Il più grande Rankin Live mai realizzato sino ad oggi, come lo ha definito lo stesso fotografo.
Ho letto poi che durante l’evento, aperto a tutti, c’erano dei corner in cui ci si potevano fare dei selfie. Il numero di ritratti è così cresciuto esponenzialmente. E con loro la varietà, i visi, le persone coinvolte, ognuno con la sua faccia.

Ecco, è questa varietà di facce che vestiva le pareti dell’edificio, la cosa che mi è piaciuta.
E penso che una campagna di comunicazione sia efficace se riesce a coinvolgere le singole persone, cogliendone il carattere distintivo che vogliono o possono condividere con gli altri.

http://www.portraitofberlin.com/

http://rankin.co.uk/

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