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APERTO O CHIUSO, QUESTO È IL PROBLEMA.

L'obiettivo di ogni web agency è fornire ai propri clienti un sito web che non solo sia attraente, accessibile e ben indicizzato, ma che sia anche facilmente gestibile, abbia un costo sostenibile e risponda esattamente agli obiettivi posti in fase di brief.

Per cercare di perseguire questi obiettivi è di vitale importanza affrontare prima di ogni altra cosa la scelta del CMS, il Content Management System che verrà utilizzato per costruire l'architettura portante del sito.

Da tempo, complice anche una diatriba che viene da lontano, dalle due correnti di pensiero che vedevano contrapposti i sostenitori delle soluzioni software proprietarie (windows in testa a tutte) a quelli del software aperto (mondo linux), la scelta del CMS sembra sia diventata una questione esistenziale. Una contrapposizione di fede spesso supportata da argomentazioni ideologiche ed estreme.

Ma è davvero così oppure, come spesso succede, le linee di confine tra una scelta e l’altra sono molto più sfocate e incerte? Tanti, com'è ovvio, hanno scritto articoli su questo tema e si sono espressi a favore dell'una o dell'altra soluzione. E allora ci proviamo anche noi, consapevoli del fatto che una sentenza definitiva è difficile da emettere.

Open Source

Software aperto significa innanzitutto una comunità di programmatori che contribuisce alla realizzazione del software. Tante persone che lavorano affinché il codice sia solido e facilmente personalizzabile. La documentazione è disponibile a tutti e in rete si trovano tantissimi articoli o consigli “come fare per...” che rendono la progettazione e lo sviluppo di un sito più semplice ed efficace.

Con un software open source si può contare su aggiornamenti regolari, un continuo miglioramento del prodotto. Sono facilmente classificabili e confrontabili tra loro in virtù dell'ampia documentazione e dell'altrettanto ampia comunità di persone che contribuisce allo sviluppo.

Tuttavia, proprio a causa della loro popolarità e del numero maggiore di persone che hanno familiarità con il codice sorgente aperto, il rischio di hacking è potenzialmente molto più elevato.

Un altro aspetto che spesso viene trascurato quando si sceglie la strada dell’open source è rappresentato dai vincoli legati alla General Public License: la licenza non può essere venduta e ogni sviluppo derivato dalla piattaforma originale (ciò per cui un’agenzia si fa pagare), un template, un tema, un plug-in, deve essere reso disponibile alla comunità, o in modo automatico oppure su richiesta di qualsivoglia interessato. Sono esclusi ovviamente i dati: testi, immagini e contenuti in genere. Questo significa che potenzialmente un’azienda concorrente potrebbe utilizzare la medesima personalizzazione per sviluppare il proprio sito sfruttando il lavoro fatto, ma soprattutto pagato da altri.

Closed Source

Un software proprietario (closed source) è sviluppato da un numero ristretto di programmatori e per questo motivo il codice non è disponibile a tutti e non usufruisce di una conoscenza collettiva. In linea teorica sviluppare un sito con un CMS proprietario potrebbe comportare costi più elevati in virtù di un approccio “tailor made” che permette di calibrare sul cliente un prodotto che risponda esattamente alle sue esigenze.

Proprio per questo motivo, non essendo un prodotto progettato per poter fare ogni cosa, un CMS proprietario è più snello nella sua architettura e, di conseguenza, più veloce e performante. Un software proprietario consente agli sviluppatori di operare scelte in assoluta libertà indirizzando i propri sforzi verso il raggiungimento dell’obbiettivo.
È normalmente più sicuro e più solido anche semplicemente perché non è documentato e poco conosciuto.

Esiste infatti un intero capitolo sicurezza che riguarda la vulnerabilità dei sistemi.
È un argomento ampio per il quale, ancora una volta, ci sono contrapposte correnti di pensiero. Per ora ci preme solo sottolineare che è uno dei tanti aspetti che potrebbero determinare la scelta tra una soluzione aperta e una chiusa ma in virtù della sua importanza crediamo debba meritare una trattazione a sé stante.

Aperto o chiuso?

In ultima analisi la scelta tra una piattaforma proprietaria e un CMS open source dipende da tanti fattori, legati alle richieste e alle esigenze del cliente. È buona norma raccogliere e analizzare tutte le informazioni e le aspettative in merito al progetto e, successivamente, informare il cliente sui limiti e sulle opportunità che ogni scelta comporta sotto ogni profilo possibile: proprietà, personalizzazione, usabilità e facilità di gestione, performance, tempi e costi di sviluppo.

Nessun dubbio amletico quindi, ma una scelta ponderata da calibrare di volta in volta per cercare di offrire il miglior servizio possibile ai propri clienti.

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