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DO YOU FAKE? / PARTE 1

Se un brand produce il suo fake brand, è un fake fake brand?

Oggi parliamo di novità! Nello specifico di due novità.
La prima sono io. 
No non sto facendo l’arrogante né tantomeno l’egocentrica. Visto che si parla di novità mi sembrava giusto includermi :)
Sono Federica, 23 anni, bergamasca DOC (no, non parlo con quell’accento, mi esce solo quando mi arrabbio tanto e no non abito a Berghem de süra).
Non sono l’ultima arrivata ma sono ufficialmente la più piccola di Itaca. La più piccola d’età, eh, perché ad altezza mi difendo: arrivo quasi a 1,75 (dico quasi perché sinceramente non ho mai capito se li raggiungo 175 centimetri oppure no).

L’altra novità invece riguarda la parola Fake. 
Sfido chiunque a trovare qualcuno che in questi mesi non abbia mai sentito pronunciarla.
Non voglio unirmi al coro e parlarvi del grande problema delle fake news e dell’incapacità delle persone, soprattutto sui social network, di distinguere una notizia vera da una falsa. Quello di cui voglio parlarvi oggi riguarda un Fake Fake. (provate a ripeterlo per più di 6 volte veloce; vi sfido).
…Ci avete provato, lo so… Ma adesso basta:
passiamo alle cose serie.
Vi sto per raccontare di un’idea di marketing del tutto innovativa. 
Durante la prima settimana di febbraio viene inaugurato un nuovo negozio in Canal Street a New York. È il tipico negozio della zona: vende merce contraffatta, ha insegne al neon, cartelli con su scritto “prendi 2 paghi 1” con grafia incerta e disordinata, ceste piene di vestiti e jeans buttati a casaccio, t-shirt con la scritta Deisel. E fin qui, nulla di strano.

Sicuramente non è il tipico posto dove si fionderebbero tutti i fashion blogger newyorkesi durante la settimana della moda - che peraltro impazzava proprio in quei giorni. 

Peccato che quello non fosse il tipico negozietto di abbigliamento “Falsón”. 

Quello era un fake store Deisel creato da Diesel stessa! Era un fake fake store!

Nel quartiere della moda contraffatta per eccellenza, Diesel decide di aprire un pop-up store creando anche un suo fake brand e facendo sembrare tutto ancora più reale!! 

Lo store è rimasto aperto solo due giorni. 
I fortunati visitatori hanno trovato magliette bianche con un logo "Deisel" rosso, jeans "Deisel" in tutti i colori e dimensioni e maglioni avvolti in singoli sacchetti di plastica, disordinatamente ammucchiati sugli scaffali.

Quando Diesel ha rivelato che il negozio fraudolento era in realtà pieno di prodotti autentici, si è creata subito una lunga coda fuori dallo store, tutti curiosi e impazienti di avere la possibilità di mettere le mani su uno dei 1000 pezzi unici della collezione. 
Una felpa Deisel venduta nel “fake store” a 60$ è stata rivenduta nei giorni successivi anche a più di 500!

[continua...]