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DO YOU FAKE? / PARTE 2

Ma perché un marchio come Diesel è arrivato a creare un finto brand e ad aprire un pop-up store? 
Perché da un po’ di anni a questa parte Diesel non riesce più ad attirare l’attenzione dei giovani
Non basta vendere un prodotto. Le nuove generazioni cercano qualcosa che vada al di là del prodotto, qualcosa che li rappresenti. Il personal branding ha una forte importanza per questa generazione. Non importa quel che ti metti, basta che ti rappresenti!
Diesel si è resa conto di essersi fermata a un target di persone di fascia d’età più alta e di non riuscire più ad attirare l’attenzione dei giovani. In pochi giorni e con un’idea di marketing del tutto innovativa, il brand è riuscito a far parlare di sé e ad aumentare anche il desiderio di possedere la marca nelle giovani fashion victim del mondo. 

Ma c’è anche un altro aspetto che riguarda più nello specifico il brand e il suo valore. La questione dei capi contraffatti. Il mercato dell’abbigliamento falso è sempre più in crescita soprattutto sui social network. Sembra impossibile, ma più di 20.000 account Instagram nel mondo postano foto di 14 milioni di oggetti di lusso contraffatti! 
E questo solo su Instagram. 

Ci pare forse strano che giganti come Facebook, Instagram, Amazon o addirittura Google non siano in grado di controllare la vendita di prodotti contraffatti online e che diventi sempre più difficile individuare e sabotare questi mercati. La maggior parte dei venditori di merce contraffatta sul web ha sede in Cina, Russia, Malaysia, Indonesia e Ucraina e i brand più colpiti dalla contraffazione sono Chanel, Prada, Louis Vuitton e Gucci, per quanto riguarda l’abbigliamento, Rolex e Cartier per gli accessori. 
Per esempio, secondo lo studio Social Media and Luxury Goods Counterfeit (La contraffazione dei social media e dei beni di lusso), circa un quinto di tutti gli articoli etichettati come beni di lusso su Instagram sono falsi. 
La tendenza illustra come la piattaforma stia contribuendo all'esplosione dell'economia contraffatta di Internet, che utilizza un sistema di strumenti online per spedire merci illegali worldwide.
Invece economist.com ha condotto una ricerca sulle merci più contraffatte divise per settore merceologico. È palese che proprio il settore della moda sia il più colpito, seguito da quello dell’elettronica.

Diesel ha creato Deisel, un fake fake brand, scimmiottandosi da solo il logo e riproducendolo proprio come un sacco di venditori abusivi e “digital fakers” fanno quotidianamente. 

Sarà questa la soluzione al problema della merce contraffatta?

Se volete approfondire l’argomento della contraffazione sui social, qui un articolo del World Economic Forum. 

#staycool