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BUON COMPLEANNO, ITACA!

Per i suoi primi 20 anni, Itaca si è regalata una festa e un nuovo indirizzo.

"Avevo pochi anni e vent'anni sembran pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più..."
cantava il Buffalo Bill di De Gregori.
Ieri sera, invece, la nostra Simona-Ulisse i vent'anni della sua Itaca si è voltata a guardarli e li ha trovati tutti, dal primo all'ultimo. Anni che, come mattoncini, hanno costruito uno sull'altro la storia "della mia isola felice, il mio punto d'approdo", come le piace chiamarla. Ma gli anni da soli non sono nulla, se non portano con loro incontri e persone capaci di renderli vivi, importanti, memorabili.
Così, nel ripercorrere la storia della sua Itaca in un discorso delle grandi occasioni a tratti commovente e a tratti esilarante, Simona-Ulisse non ha trascurato nessuna delle persone che in tempi e modi diversi hanno contribuito a costruire "la mia famiglia, il mio cuore" e a ognuna di queste ha espresso il suo grazie.
Questo segnava il momento più toccante (o, se preferite, "la Corazzata Potemkin", come l'ha definita lei) di una festa molto singolare, che ha unito le celebrazioni per il 20° genetliaco di Itaca alla prima occupazione (straordinaria, prima ancora dei lavori di sistemazione) di quello che sarà il nuovo spazio (e indirizzo) dell'agenzia, a partire dai primi di settembre. Inutile dire che il tema omerico era ben presente, a cominciare dal viaggio #findingitaca che tutti gli ospiti sono stati costretti a fare in gruppo dalla vecchia alla nuova Itaca, percorrendo a piedi le poche centinaia di metri che le separano.
Ma torniamo al discorso di Simona-Ulisse, e rubiamo al suo discorso le parole conclusive, utili anche per chiudere questa breve cronaca:
"Ci sarebbero ancora tantissimi clienti e amici da ringraziare ma vi vedo sfiniti. Sappiano lor signori che se anche non citati sono altrettanto importanti: me ne ricorderò per il 25° se i vostri budget me lo consentiranno".