
Showbiz? Winebiz!
Come i vini italiani arrivano sul grande schermo, senza un budget da blockbuster
by Anastasia Tarasova
Bev-Alc Product Placement Consultant
Dall’incrocio tra la sua decennale esperienza nel mondo del vino e l’altra sua grande passione, l’entertainment, Anastasia Tarasova ha creato Bottles on Set, un’agenzia di product placement. Pronti a entrare nel suo behind the scenes?
Molti pensano che il product placement nei film sia riservato solo ai grandi brand con budget elevati. È vero?
«Assolutamente no! In realtà, il 90% delle apparizioni di vini nei film avviene in modo organico, senza accordi a pagamento. I registi non cercano sponsor; cercano autenticità. Il vino giusto in una scena aiuta a raccontare la storia, che si tratti della bottiglia pregiata di un sommelier o di un semplice bicchiere di rosso durante una cena. Prendiamo La Dolce Villa su Netflix: il Brunello di Montalcino di Ridolfi e il loro piccolo lotto di olio d’oliva sono apparsi nel film, contribuendo a creare un’atmosfera tipicamente toscana. Per tutte e tre le scene in cui è apparso Ridolfi con vino e olio, la valutazione del media value è di $875K, l’equivalente di quanto in Usa un brand pagherebbe per uno spot TV di 56” per un pubblico di 45 milioni di persone. Oppure nella prima stagione di And Just Like That su HBO, dove una bottiglia di Super Tuscan Saffredi di Fattoria Le Pupille è stata presentata come lotto d’asta, integrandosi perfettamente nell’estetica raffinata della serie. Questi brand non hanno pagato per essere lì; sono stati scelti per la loro autenticità».
Quindi, come fanno i vini ad arrivare sullo schermo?
«Ci sono tre modi principali:
1. Scelta personale di un filmmaker.
A volte, registi, attori o sceneggiatori sono fan di un vino in particolare e decidono di includerlo nella produzione. È la forma più spontanea di product placement – completamente non sollecitata. Tuttavia, è anche imprevedibile e di solito un evento isolato.
2. Attraverso un’agenzia di product placement.
Agenzie come la nostra lavorano dietro le quinte per abbinare vini alle produzioni cinematografiche, assicurandosi che si adattino al personaggio, alla scena e all’estetica. Il vantaggio? Un’apparizione strategica e ben posizionata in linea con l’identità del brand. Tuttavia, è fondamentale che l’agente comprenda a fondo il mondo altamente regolamentato del vino e delle bevande alcoliche. Sapere dove non mostrare un vino è tanto importante quanto trovare la giusta collocazione creativa.
3. Le cantine che creano le proprie connessioni nell’industria.
Alcune aziende vinicole adottano un approccio diretto, facendo networking nel settore cinematografico e monitorando le produzioni in corso. Questo metodo offre un accesso diretto all’industria del cinema, ma richiede tempo, impegno e una buona conoscenza del settore».
Qual è il messaggio chiave per le cantine che vogliono entrare nel mondo del cinema?
«L’autenticità è tutto. Le apparizioni dei vini nei film non sono forzate; vengono scelte perché si adattano alla storia. Qualsiasi brand – grande o piccolo – può finire sullo schermo. Si tratta di sapere come muoversi tra questi due mondi».