Roberto Racca

Appunti di viaggio

Un capitano di lungo corso nel mondo del vino ripercorre, e fa tesoro, la traversata fin qui compiuta tra onde insidiose, mare calmo, e cambi repentini di cielo

by Roberto Racca
Consulente e Scrittore
Appunti di viaggio

Ho scelto un lavoro strano nel mondo del vino. Ci sono professioni non codificate e non codificabili, senza un perimetro descrittivo preciso, figlie dell’immaginazione di una nuova possibile traiettoria o della visione di un tassello mancante del puzzle.

Io cerco di contribuire a creare valore attraverso la cura dei dettagli e dei microdettagli, l’anticipazione di tendenze e orientamenti che, mai come in una materia lenta come il vino – una sola vendemmia l’anno e neppure prevedibile in quanto soggetta ai capricci del cielo – può influire sulla determinazione del risultato. Un ruolo di collegamento tra prodotto e mercato, aspettative e prospettive, un po’ consigliere, un po’ mental coach, a volte regolatore di velocità, partendo da un assunto tanto semplice quanto fondamentale, una vera e propria pietra angolare: non dimenticare mai la propria identità, composta da origini e ambizioni, un impasto di realtà e immaginazione, che deve essere proiettato con attenzione millimetrica in tutte le azioni che si compiono. Si potrebbe tradurre con il termine coerenza, al quale aggiungerei il termine consapevolezza.

La merceologia vino è tra le più polverizzate, magmatiche e sovrappopolate del pianeta, un contestonel quale la ricerca di riconoscibilitàe distintività diviene impresa arduae pressoché utopica se non si ha unpiano. Pensiamo a quanti pochi brandconsolidati – la cui awareness è senza confini – vi sono, in proporzione alnumero totale dei Produttori di vinonel mondo. Ecco, il primo degli appuntidi viaggio che mi sento di sottolineareè questo: nel lavoro, come nella vita,bisogna avere un piano; chiaro e moltoaderente alle nostre possibilità, ai nostri limiti, e collegarlo alle nostre ambizioni; bisogna sapere alla partenza dove si vuole arrivare. So da dove parto e so dove desidero arrivare, questo è il segreto. E allora entrano in gioco due variabili che ho constatato, dopo tanti anni di collaborazioni e case-histories: la competenza e la contestualizzazione.

«Ogni volta che la vedo penso:
quella è una persona che mi riconosce, che mi vede (*)»

Questo è l’obiettivo degli obiettivi secondo Roberto Racca: essere riconosciuti ed essere amati davvero. Se non si appartiene al mass market, dove si ambisce al consenso allargato, anche se di intensità mediocre, serve l’amore vero, quello per cui scelgo te e nessun altro.

(*) da Frammenti di un percorso amoroso di Chloé Barreau

Il vino è una materia specialistica come poche altre, naturalmente quello premium, con l’aggiunta della necessitàdi un aggiornamento costante. Servedunque competenza. Occorre studiare,viaggiare, conoscere, investire in vino percostruirsi un bagaglio, una vera e propria cassetta degli attrezzi culturale dalla quale attingere. A seguire: il vino, con il suo corollario di diramazioni pubbliche, divise tra pranzi, cene, eventi, viaggi, incontri, formazione sul campo e divulgazione, rappresenta una materia che non si può vivere imprenditorialmente “da lontano”. Occorre esserci. Esserne implicati, stringere mani, dividere bicchieri e parole. Il vino è prima di tutto un affaire relationnelle.

L’importanza basilare del Marketing inteso nella sua accezione etimologica più ampia e viscerale: termine inglese che deriva dal verbo to market, quindi il complesso di idee e metodi atti a collocare col massimo profitto i prodotti attraverso la scelta e la pianificazione delle politiche aziendali più opportune relative alle caratteristiche, al prezzo, alla commercializzazione, alla vendita e alla promozione di un prodotto, dopo aver individuato, attraverso analisi di mercato, il gruppo di potenziali utenti e consumatori.

Occorre dunque leggere il campo da gioco, con intuito e sensibilità e per fare questo al meglio servono confronti qualificati, in grado di accendere contraddittori costruttivi. Bisogna spostarsi più in là, oltre il bordo della spiaggia, dove la folla urlante confonde e generalizza, occorre raggiungere il mare blu, profondo, oltre la boa.