Luana Gessaghi
30 Settembre 2025Milano Wine Week 2025

Vino a prima vista

Dal vigneto al design: quando l’etichetta diventa biglietto da visita.

by Luana Gessaghi
Art Director
Vino a prima vista

Quando mi trovo in enoteca mi perdo a guardare le etichette dei vari produttori e spesso scelgo una bottiglia perche una di queste mi colpisce in modo partico.

Ci sono bottiglie che sembrano catturare lo sguardo più di altre. Non è una sensazione casuale. Piuttosto, è il frutto di un lavoro attento e accurato di chi ha saputo unire creatività e strategia. Che, tra le altre cose, è uno dei lavori d’agenzia che amo di più. Un’etichetta può dirla lunga su un vino. Per esempio, può raccontare che è fresco, moderno o alludere a un certo gusto. L’etichetta non è un abbellimento. È un biglietto da visita che agisce anche a livello subconscio, influenzando la percezione del prodotto. È l’incipit del racconto. Uno degli aspetti più belli nel creare il design di un’etichetta riguarda la scelta degli elementi grafici. Un font ben selezionato può comunicare modernità o tradizione, eleganza o semplicità. I colori sono determinanti. Ogni tonalità suscita emozioni differenti: il rosso può richiamare passione e potenza, mentre il verde può evocare freschezza e naturalezza. Anche la forma di un’etichetta esprime la personalità del vino stesso. Carte, fustelle, nobilitazioni di stampa sono un ulteriore elemento distintivo. Inoltre, la capsula è come la borsetta per una donna, quell’accessorio in più che se ben scelto completa il look. Quando la forma estetica si modella perfettamente sulla sostanza dichiarandone la personalità, allora il biglietto da visita diventa la carta d’identità che rende un vino riconoscibile nel tempo.

Un restyling senza tempo

Olianas è una cantina vitivinicola nel cuore della Sardegna più autentica. Ho lavorato sul restyling dell’etichetta nel 2016, con l’obiettivo di rappresentare al meglio la filosofia e l’identità dell’azienda senza forzature o stravolgimenti. Il primo passo è stato ascoltarne la storia, raccontata dalle persone e dai vini, cercando di immaginarla proiettata nel futuro. L’antica etichetta che tenevo tra le mani era effettivamente appesantita dall’età. È da quell’osservazione che ho capito il da farsi: dovevo inseguire un’immagine che trascendesse il tempo. Anzi, che fosse in grado di cavalcarlo. Un’etichetta “perpetua”, destinata a durare che mantenesse il vincolo e il legame con i mori sardi. Dopo 10 anni il colpo d’occhio non tradisce: l’etichetta è ancora perfetta per raccontare con eleganza sobria i valori di Olianas: autenticità, territorio e sostenibilità. Il linguaggio grafico è minimale ma identitario. Tutte le etichette di Olianas ancora oggi comunicano autenticità e modernità allo stesso tempo, con un segno centrale forte che è diventato il marchio visivo distintivo della cantina.

Vent’anni (e oltre) e non sentirli

Il ritmo del lavoro in agenzia è implacabile e non c’è tempo per crogiolarsi nell’emozione compiaciuta provata davanti a un progetto ben riuscito. Le belle cose per fortuna rimangono ai clienti, mentre noi siamo obbligati a mettere in archivio piuttosto velocemente. Così, quando capita all’improvviso di trovarsi di fronte a un’etichetta creata da Itaca vent’anni fa – su uno scaffale, in un ristorante, a una cena tra amici – e riscoprirla ancora piena di vita, be’… quell’emozione torna moltiplicata per mille. Recentemente ci è capitato di riviverla con Comitissa e Scubla, due cantine che si sono affidate a noi per il branding delle bottiglie.