Cari amici,
se pensavate che le sorprese fossero finite con l’uovo di Pasqua, be’ sbagliavate.
Ho tenuto in caldo questa anteprima in vista della prossima data sul calendario: Vinitaly, 12-15 aprile. Non c’è due senza tre e infatti ecco qui solo per voi la versione digitale di ItacaWine, il terzo numero del nostro giornalone.
Alessandro Boga (Director @Wilson Daniels), Domenico Gulli (ItWill founder e docente @24Ore Business School), Susan R Lin (Master of Wine & Master of Arts), Vincenzo Russo (PhD @Università IULM & Behavior and Brain Lab founder), Camilla Squeri (Executive @Jamin UnderWaterWines), Giuseppe Carrus (Critico enologico e giornalista @Gambero Rosso): le nostre firme top gamma sono accumunate dalla capacità di raccontare il vino attraverso una speciale sensibilità culturale. I loro articoli saranno il la per le conversazioni vibranti che nasceranno tra gli stand della fiera, dove sventoleremo il giornalone cartaceo come una bandiera del nuovo umanesimo del vino. Dopo tutti questi anni di amato lavoro, ancora mi meraviglia la disponibilità di eccezionali professionisti come loro nel condividere pensieri e parole con Itaca, come se fossimo guidati da un sentire comune, oltre che dagli anni dedicati alla costruzione e al consolidamento delle relazioni. Come è possibile tutto questo? Forse qualche giorno fa ho trovato una risposta in un antico mulino, dove il mare penetra nelle viscere della terra, trasformando la forza delle onde in energia creativa.



Aponiente, vicino a Cadice, il regno di chef Ángel León non è solo un ristorante tre stelle Michelin dove degustare eccellenza. È un luogo dell’anima, dove il confine tra cucina e natura è così sottile da diventare invisibile e gli ospiti vengono accompagnati su una laguna punteggiata di palafitte per vivere un’esperienza di maestria gastronomica capace di diventare spettacolo narrativo. E io che pensavo di averle viste tutte. Di non potermi più meravigliare. Invece, ancora una volta, ho avuto prova che il mondo dell’enogastronomia è un grande palcoscenico culturale, dove il pensiero si intreccia con vite e visioni inaspettate, come, anche se in piccolo, succede fra le pagine di ItacaWine.
Domani partirò per il Mirazur di Mentone per una cena che celebra i vent’anni del ristorante di Mauro Colagreco, dove Ferran Adrìa, lo stesso genio che mi ha lasciato senza parole trent’anni fa in Catalogna, si è fatto curatore del menu, trattandolo come una vera e propria manifestazione d’arte.
Sono curiosa di vedere se in me si accenderà ancora la scintilla della meraviglia.
Ve lo racconterò a Vinitaly,
Vostra Simo